Ago Panini

 

Backies

Divenuto il nuovo lemma della lingua italiana – a testimoniarlo è lo Zingarelli –, il selfie è un fenomeno di moda che accompagna la giornata di grandi e piccoli, di capi di governo e first lady, di compassati prelati e divi del rock, di banchieri in doppio petto e star del cinema. Il rischio, per chi, negandosi, non si professa in un atto partecipativo, è l'etichetta del dissociato, del disadattato, del deviante (rispetto alle mode e alle nuove socialità). Esasperato nella pratica, compulsivo e ossessivo nel consumo, il selfie è assunto a simbolo dei tempi, a cartina tornasole di una società ipercomunicativa, sempre in movimento, votata alla rincorsa di rinnovate formule espressive e linguistiche – sempre facili e divertenti –. Parte di un rituale globalizzante che coinvolge tutti e in ogni momento, privato o intimo che sia – basta una breve ricerca e si scoprono anche quelli con il caro estinto –, esso assurge a prova, testimonianza, appartenenza, certificazione: io esisto. L'autoscatto si rivolge ovunque e a chiunque, un pressing che confonde a tal punto da non riuscire a distinguere con chiarezza chi sia la preda e chi il predatore.

Ago Panini, regista, musicista, pubblicitario e scrittore – è suo il romanzo “L'erba cattiva” (Indiana editore) – a questo dictat risponde scegliendo lo stesso terreno, quello della comunicazione, e l'energia di un progetto che è ascolto e riflessione, ricerca e conoscenza. Con l'opera fotografica “Backies”, egli guarda all'uomo e all'altro volto della luna, quello opposto al mondo smile, smart e friendly di un quotidiano più o meno verosimile. Se il viso è l'arma mediatica del selfie, il foglio bianco sul quale si compone il mosaico di un linguaggio non verbale sempre ammiccante, divertente e teatrale, il backie documenta chi, di spalle, è colto nel guardare il mondo che si apre ai suoi occhi; chi, assorbito dallo spazio, ritrova nell'atto del vedere il tentativo di mettere in luce, come significato, il proprio rapporto con il mondo.

Nella presenza umana delle immagini firmate da Ago Panini risuona l'invito rivolto allo spettatore a inventare una storia, a rapportarsi con il protagonista e con ciò che è lì, all'orizzonte. Come dinanzi al quadro “Monaco davanti al mare” (1810) di Caspar David Friedrich si è chiamati a immedesimarsi nella figura, a sentire l'altro e l'emozione del momento, l'abisso del mare e del cielo nebbioso, a vivere in empatia con ciò che ci è prossimo, così, posti di fronte alla scena fotografata, non si può non entrare nell'immagine, contemplare la realtà e avvicinare un'espressione del mondo.

La posizione di spalle del soggetto, colto in solitudine, coinvolge l'osservatore, divenuto co-protagonista e viaggiatore, e lo proietta nella stessa meditazione. È un ponte gettato, quello prodotto dall'autore, tra lo spettatore reale, il soggetto fotografato e il paesaggio rivelato.

È un corto circuito tra la realtà interna all'opera e ciò che emerge dallo sguardo indagatore. I trentotto scatti realizzati da Ago Panini nel mondo sono tutte voci che concorrono a un unico invito: fermarsi per un istante e raccogliere questa piccola sfida investigativa – l’ascolto della propria presenza –, in silenzio. Attendere quei pochi secondi che il mondo venga a noi e coglierlo in un momento di sospensione. Nel contatto, nel gioco della partecipazione, non rimane che intrattenersi lasciandosi scoprire. Con leggerezza e ironia, con gioco e fantasia.

 

Nato nel 1967 a Torino, cresce a Milano per diventare Romano qualche decennio più tardi, Ago (abbreviativo di Agostino Silvio Michele Marcello Tullio Giovanni Maria) Panini è uno dei più affermati registi Italiani in attività nel mondo. Dopo un passato da musicista, un contratto con la EMI e una decina di anni di concerti con la band “Ottantottotasti”, fonde le sue due passioni, Musica e Fotografia, in alcuni videoclip sperimentali. I suoi lavori vengono ben presto apprezzati e lo portano a collaborare con alcuni tra i più importanti musicisti italiani: Eros Ramazzotti, Zucchero, Laura Pausini, Daniele Silvestri, Vinicio Capossela e molti altri.

Debutta in pubblicità nel febbraio 1997. Sviluppa una sensibilità particolare per un tipo di narrazione visuale, che evolve e cresce a livello internazionale con marchi quali BMW, Mercedes, Lamborghini, Fiat, Seat, Opel, Peugeot, Alfa Romeo, Lancia, Renault... Dal 2002 lavora con frequenza negli Stati Uniti con marchi come Cadillac, BMW, Nissan, AT&T... Parallelamente ad un intenso lavoro nell’ambito automobili, Ago sviluppa il suo lavoro nel settore del food, cercando di scostarsi dai canoni del genere, per trovare una sua strada, che lo porta ben presto a lavorare con i leader di mercato: Barilla, Ferrero, Findus. Il suo stile visivo si unisce alla capacità di narrare per dettagli. Alcune sue campagne diventano “benchmark” per il settore, cambiando l’approccio visuale al food. Nel 2007, scrive, dirige, e produce “Aspettando il Sole”, suo primo lungometraggio, vincitore di diversi festival, nazionali e internazionali: una commedia “noire”, dove tutta la sua ricerca visiva e narrativa trova sfogo, collaborando con i più importanti attori italiani: Raoul Bova, Claudia Gerini, Claudio Santamaria, Giuseppe Cederna, Vanessa Incontrada e molti altri.
Nel 2011 esordisce con il romanzo “l’Erba Cattiva”, un picaresco viaggio attraverso l’iniziazione al rock di un giovane aspirante sognatore, che riscuote notevoli apprezzamenti da critica e pubblico.
Tra il 2012 e il 2014 lavora con diverse “celebrities”: Carla Bruni, Penelope Cruz, Adriana Lima, Stefano Gabbana, Gisele Bunchen e Julia Roberts, per campagne pubblicitarie internazionali. Nel 2014 vince il Leone a Cannes, nella prestigiosa categoria Automobili, con un commercial internazionale per FIAT 500.

Non ha mai smesso di fotografare. Pur mantenendo un atteggiamento “libero”, rispetto all’immagine di movimento, lo stile fotografico di Ago si può ritrovare su diverse copertine di dischi (per Africa Unite, e soprattutto Giuliano Palma & the Bluebeaters), e importanti campagne per Barilla, Alfa Romeo e HP.
Attualmente sta scrivendo il suo secondo romanzo, sta lavorando ad una personale di fotografia, e preparando alcune sceneggiature per cinema e tv, nonché un cortometraggio in animazione sul rapporto tra un Dio molto particolare, e gli uomini.

UA-28890560-8