Mariella Ghirardani

 

 

Tra le principali esposizioni personali sono da ricordare quelle alla Casa degli Artisti, a Milano, nel 1985, 1988, 1997, 2000; alla Galleria Marianne Maier, a Milano, nel 1995; alla Galleria Fabia Calvasina, a Milano, nel 1997; allo Spaziotemporaneo, a Milano, e allo Studio Cristina Del Ponte, Locarno (CH), nel 2002.

Partecipa alla XL Esposizione Biennale Internazionale d’Arte, Magazzini del Sale, Venezia, nel 1982 e alle principali mostre realizzate a cura della Casa degli Artisti, sia a Milano che in altre sedi.

Tra le esposizioni collettive, alle quali è invitata, sono da ricordare: Fabbrica. Nuova arte contemporanea, ex Fabbrica Mida, Brescia, nel 1989; Trattative con Euclide, nel 1992, Disordine nel 1993, e Le ombre nel cassetto nel 1994, allo Spaziotemporaneo, Milano; Scossa, Care/of, Cusano Milanino, (MI), nel 1994; Immagine rinnovata, Antico Monastero delle Agostiniane, Monte Carasso, (Bellinzona - CH), nel 1999; Segno e Materia, Villa Borromeo, Senago (MI), nel 2004 e la presenza alla XIII Biennale Internazionale di Scultura di Carrara nel 2006.

Personale "occhio di strega" 14 febbraio 14 marzo 2007, galleria Spaziotemporaneo, via Solferino 56 Milano, a cura di Federico Sardella

Personale "Mariposa" 17 ottobre 17 novembre 2012, galleria Spaziotemoraneo, via Solferino 56 Milano,  a cura di Federico Sardella

Collettiva fondazione Mudima "la Mente e il Giudizio" 12 dicembre 23 dicembre 2013, via Tadino 26 Milano

Collettiva Katten Kabinet 18 maggio 2016 MARS, via Guinizzelli 6 Milano

No Place 2 castello di Fombio (Lodi) 12 marzo 2016

"in principio è la Terra" forte di Gavi (AL) 27 maggio 15 settembre 2016 

    Mariella Ghirardani è nata a Parma, vive e lavora a Milano.

“Rendere l’idea dello spazio: è su questo che ho iniziato a lavorare; è questo il principale insegnamento che mi ha lasciato il Maestro Hidetoshi Nagasawa. Il fatto che lui mi abbia assegnato, da studentessa, come primissimo compito quello di disegnare l’acqua ha segnato profondamente il mio procedere.

Nell’acqua c’è tutto: il movimento, la luce, la profondità, la vita. Nell’acqua ci sono le relazioni dello spazio, che tu devi saper captare tutte in una volta se vuoi rendere il suo senso. Cogliere l’acqua è come sfondare un muro. Quando capisci l’acqua capisci lo spazio. Sino a togliere tutto quanto il superfluo.

“Il mio modo di lavorare, non è legato in senso stretto né alla pittura né alla scultura ma all’opera. Anche se a volte sento il bisogno della tela, del produrre un lavoro da attaccare al muro… io rimango comunque una scultrice, che realizza opere da terra, da parete, su carta o su tela. Il vuoto è parte di ogni mio lavoro. Mette in evidenza tutto quello che di concreto e palpabile contiene e sottolinea, rilevandolo, ciò che solitamente sfuggirebbe: il contorno dell’opera… lo spazio, l’aria. In queste mie sculture recenti il vuoto lo ottengo con la materia stessa e attraverso l’uso di superfici specchianti. La materia, riflettendo se stessa, svela un po’ della sua interiorità. In genere le mie sculture sono composte da più elementi, e quando i differenti elementi si specchiano l’uno nell’altro, l’uno diventa l’anima e il fulcro dell’altro.

Lo specchio diventa una sorta di finestra in grado di mostrare qualcosa dall’interno.
Una finestra che si apre alla comprensione di altri spazi e altri luoghi”.

dall’intervista di Federico Sardella a Mariella Ghirardani (2007)

 

      


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